Essere genitori oggi

Essere genitori non è facile nel mondo di oggi. Un ragazzo crescendo, anche se ha delle buone capacità ha bisogno di sentirsi dire: “Tu ce la puoi fare!” Soprattutto se la situazione è difficile. Un genitore, qualunque siano le sue caratteristiche di personalità, dovrebbe cercare di essere autorevole, che è diverso da autoritario vecchio stile, che non comunica con i figli, che ordina e basta che punisce senza spiegare.

Un genitore autorevole sa comunicare con i propri figli, sa prendere le decisioni giuste per i figli; quindi non è iper-permissivo, come a volte, oggi, sono alcune coppie genitoriali che pensano che i propri figli possano/debbano essere completamente liberi di educarsi da soli, con una visione sbagliata della libertà. Il genitore autorevole, segue il proprio figlio da quando è piccolo, lo guida, stabilisce delle regole, nello stesso tempo gli dimostra affetto, dialogo e disponibilità. Un ulteriore limite al raggiungimento dell’autorevolezza né l’entrare in crisi quando i figli mettono in atto comportamenti di opposizione, in questo caso è compito del genitore, che ha raggiunto l’età adulta, utilizzare un comportamento da adulto, cioè una persona che sappia reggere lo scontro e che non si lasci sottomettere dalle richieste dei ragazzi. E’ importante ricordarsi che i risultati dell’educazione si osservano su tempi lunghi, non sull’immediato; come si aspettano molti genitori fragili che entrano in crisi, chiedendo scusa ai propri figli.

Soprattutto durante l’infanzia, i bambini devono avere la sicurezza che i genitori sanno cosa è bene per loro, poi naturalmente si oppongono, ma questo fa parte del gioco. Oggi i genitori fragili sono in leggero aumento, forse perché non assimilano bene alcuni risultati della psicologia. La psicologia, a volte, viene molto banalizzata, alla fine le coppie genitoriali ricevono tanti input disordinati e non sanno più bene come comportarsi; molte persone scrivono di psicologia, sui media, magazine senza avere una preparazione seria di base. La genitorialità è un’arte, bisogna mano a mano adeguarsi alle condizioni in cui si vive e alle caratteristiche del proprio figlio.


Lo sport è tempo rubato allo studio?

Sport e movimento sono due ambiti importantissimi della crescita dei bambini. Lo sport è dopo la scuola il contesto sociale più importante. In generale il movimento e l’attività motoria sono degli aspetti fondamentali per lo sviluppo fisico, psicologico e sociale dei bambini e dei ragazzi. In questa puntata vediamo insieme in che modo l’attività motoria può migliorare il benessere e se forse può addirittura migliorare le prestazioni scolastiche.

Lo sport è la seconda attività sociale strutturata più importante per un bambino dopo la scuola. Ci si avvicina intorno ai 6 anni ma presto si figurano due scenari: o si va verso l'agonismo o i bambini diventano più sedentari. L'agonismo si consolida dopo i 12-13 e diventa parte della vita quotidiana del bambino e della famiglia. Questa polarizzazione fa perdere di vista importanza del movimento per i bambini. Il movimento e giochi motori sono, infatti, strettamente legati allo sviluppo. Dal secondo al sesto anno i bambini acquisiscono moltissime abilità motorie; tra i 6 e i 12 i bambini imparano gesti ancora più complessi. Molti programmi motori hanno una radice istintiva, ciò che è importante è utilizzare gli stimoli giusti. L'esempio è molto importante: mostrare, far provare, correggere con le parole. Un bambino ha bisogno di vedere, sentire il corpo, provare emozioni.

Purtroppo oggi spesso i bambini stanno in spazi chiusi e dedicano troppo tempo alla tecnologia, rispetto all'esercizio fisico. Oggi le negoziazioni tra genitori e figli non sono sullo stare fuori ma su quanto usare i videogiochi. Non vuol dire demonizzare la tecnologia ma sottolineare che la ricerca dice che il movimento produce benessere psicofisico. In particolare sono quattro le aree cerebrali che traggono beneficio dall'attività fisica:

  • cervelletto;
  • ippopocampo;
  • corteccia motoria;
  • corteccia prefrontale.

Sperimentazioni in vari paesi mostrano che mettere un’ora di movimento al posto di ora lezione ha come risultato un aumento delle competenze (funzioni esecutive, matematica) e una diminuzione di comportamenti negativi. Questo perché le aree cerebrali stimolate dall'attività fisica sono le stesse utilizzare per le funzioni superiori e il controllo del comportamento.


Sex education

 

 

Otis: “non sono normale”
Madre: “certo che sei normale. Hai sedici anni e non puoi conoscere le risposte a tutte le domande”.

“Sex Education” è una serie Netflix che in un solo mese ha riscosso un clamoroso successo non solo dal
pubblico, ma anche dalla critica e da esperti del settore. Nonostante sia una serie destinata prettamente ad un pubblico adolescente sembra essere apprezzata da tutti, adulti compresi. In questo intervento ci siamo chiesti il perché, le riflessioni che ci pone e alcuni dei messaggi positivi che ci propone.

Se è vero che Sex Education è una serie semplice nel linguaggio, nella struttura e che arriva in
maniera diretta è anche pur vero che è una serie molto complessa circa gli innumerevoli temi che ci
propone e che non riguardano la sola sessualità ma tutti i temi che riguardano l'adolescente in
primis ma, più in generale, la società tutta: ci propone, ad esempio, delle riflessioni circa il
bullismo, il ruolo genitoriale di coppie omosessuali, il ruolo genitoriale di un figlio adolescente, le
coppie multirazziali, e tanto altro...

Proprio questo aspetto fa di questa serie un prodotto ben riuscito in quanto veicola un messaggio
molto importante: parlare di sessualità significa parlare di moltissimi temi. Significa parlare di sé,
della propria storia personale, delle proprie emozioni e dei propri bisogni, della consapevolezza che
noi stessi abbiamo di quest'ultimi e di quanto siamo in sintonia con questi.
Inoltre parlando di sessualità ci poniamo tutti sullo stesso livello, non ci sono distinzioni quando si
parla di sessualità. Tutti abbiamo domande, esperienze, dubbi, curiosità, timori, tabù e proprio
parlando di questi ci accorgiamo di non essere i soli a porci dei quesiti.

Ognuno sa di sessualità in base alla propria esperienza personale.

Il protagonista di questa serie cerca di aiutare i propri compagni di scuola ad affrontare le proprie
difficoltà sessuali e, se è vero che da informazioni nozionistiche corrette, il più delle volte non
accoglie e sviscera quelli che sono gli aspetti emotivi più intimi che, comunque, emergono negli
episodi. È sicuramente legittimato in quanto non è un terapeuta e, per di più, è lui stesso un adolescente alle
prese con le proprie difficoltà e i propri dubbi.
Legato a questo ultimo aspetto e, addentrandoci meglio nella serie e nei vari episodi, possiamo
evidenziare un altro grande tema in linea con quanto già stato detto: la disfunzione sessuale non è
comprensibile a priori ma trova un senso all'interno di quel particolare individuo, con quella
particolare storia, con le sue singolari esperienze di vita. In sostanza, la disfunzione sessuale non ha
una sola causa o, meglio ancora, non si struttura con una linearità causa-effetto. Sono diversi i
fattori che influiscono, quali ad esempio, alcuni tra tutti: struttura di personalità; educazione
familiare; cultura d'appartenenza; esperienze traumatiche.

Potremmo parlare ancora a lungo di questa serie ma vorrei aprire un'ultima parentesi circa una
vignetta in cui il padre di un ragazzino omosessuale e con atteggiamenti particolarmente
esibizionistici è preoccupato circa le difficoltà che questo figlio si trova a dover affrontare così da
chiedergli più volte, in maniera indiretta, di evitare di essere quello che è. È un padre che capirà chi è suo figlio, accetterà il suo modo di essere e capirà che il suo modo di essere non è una forzatura ma semplicemente un'espressione di sé. Sarà un padre capace di stare di fianco a suo figlio e supportarlo così nelle sue difficoltà rendendolo più forte. Inoltre, questa esperienza renderà il padre stesso più libero, più in contatto con il suo essere e con il suo modo di stare al mondo.

È questo un messaggio che ritengo importante sottolineare per aiutare un po' questi genitori che si
trovano alle prese con dei figli adolescenti, con dei figli confusi, alle prese con un percorso di
crescita burrascoso e pieno di conflitti: è normale essere preoccupati, a volte apprensivi ma, seppur
difficile, cercate di porvi di fianco ai vostri figli cercando di capire chi sono, cosa esprimono
liberandovi un po' da quelle che sono le vostre aspettative o le vostre esperienze.