Eccoci in diretta con la consulente sessuale Mariangela Lopez per commentare la serie tv “sex education”. Voi l’avete vista?

Pubblicato da Associazione Adagio su Martedì 5 febbraio 2019

 

 

Otis: “non sono normale”
Madre: “certo che sei normale. Hai sedici anni e non puoi conoscere le risposte a tutte le domande”.

“Sex Education” è una serie Netflix che in un solo mese ha riscosso un clamoroso successo non solo dal
pubblico, ma anche dalla critica e da esperti del settore. Nonostante sia una serie destinata prettamente ad un pubblico adolescente sembra essere apprezzata da tutti, adulti compresi. In questo intervento ci siamo chiesti il perché, le riflessioni che ci pone e alcuni dei messaggi positivi che ci propone.

Se è vero che Sex Education è una serie semplice nel linguaggio, nella struttura e che arriva in
maniera diretta è anche pur vero che è una serie molto complessa circa gli innumerevoli temi che ci
propone e che non riguardano la sola sessualità ma tutti i temi che riguardano l’adolescente in
primis ma, più in generale, la società tutta: ci propone, ad esempio, delle riflessioni circa il
bullismo, il ruolo genitoriale di coppie omosessuali, il ruolo genitoriale di un figlio adolescente, le
coppie multirazziali, e tanto altro…

Proprio questo aspetto fa di questa serie un prodotto ben riuscito in quanto veicola un messaggio
molto importante: parlare di sessualità significa parlare di moltissimi temi. Significa parlare di sé,
della propria storia personale, delle proprie emozioni e dei propri bisogni, della consapevolezza che
noi stessi abbiamo di quest'ultimi e di quanto siamo in sintonia con questi.
Inoltre parlando di sessualità ci poniamo tutti sullo stesso livello, non ci sono distinzioni quando si
parla di sessualità. Tutti abbiamo domande, esperienze, dubbi, curiosità, timori, tabù e proprio
parlando di questi ci accorgiamo di non essere i soli a porci dei quesiti.

Ognuno sa di sessualità in base alla propria esperienza personale.

Il protagonista di questa serie cerca di aiutare i propri compagni di scuola ad affrontare le proprie
difficoltà sessuali e, se è vero che da informazioni nozionistiche corrette, il più delle volte non
accoglie e sviscera quelli che sono gli aspetti emotivi più intimi che, comunque, emergono negli
episodi. È sicuramente legittimato in quanto non è un terapeuta e, per di più, è lui stesso un adolescente alle
prese con le proprie difficoltà e i propri dubbi.
Legato a questo ultimo aspetto e, addentrandoci meglio nella serie e nei vari episodi, possiamo
evidenziare un altro grande tema in linea con quanto già stato detto: la disfunzione sessuale non è
comprensibile a priori ma trova un senso all’interno di quel particolare individuo, con quella
particolare storia, con le sue singolari esperienze di vita. In sostanza, la disfunzione sessuale non ha
una sola causa o, meglio ancora, non si struttura con una linearità causa-effetto. Sono diversi i
fattori che influiscono, quali ad esempio, alcuni tra tutti: struttura di personalità; educazione
familiare; cultura d’appartenenza; esperienze traumatiche.

Potremmo parlare ancora a lungo di questa serie ma vorrei aprire un’ultima parentesi circa una
vignetta in cui il padre di un ragazzino omosessuale e con atteggiamenti particolarmente
esibizionistici è preoccupato circa le difficoltà che questo figlio si trova a dover affrontare così da
chiedergli più volte, in maniera indiretta, di evitare di essere quello che è. È un padre che capirà chi è suo figlio, accetterà il suo modo di essere e capirà che il suo modo di essere non è una forzatura ma semplicemente un’espressione di sé. Sarà un padre capace di stare di fianco a suo figlio e supportarlo così nelle sue difficoltà rendendolo più forte. Inoltre, questa esperienza renderà il padre stesso più libero, più in contatto con il suo essere e con il suo modo di stare al mondo.

È questo un messaggio che ritengo importante sottolineare per aiutare un po’ questi genitori che si
trovano alle prese con dei figli adolescenti, con dei figli confusi, alle prese con un percorso di
crescita burrascoso e pieno di conflitti: è normale essere preoccupati, a volte apprensivi ma, seppur
difficile, cercate di porvi di fianco ai vostri figli cercando di capire chi sono, cosa esprimono
liberandovi un po’ da quelle che sono le vostre aspettative o le vostre esperienze.